Ti ho messo dentro a un cassetto – mi hai detto.

E mi viene in mente ora dopo tutto questo tempo.

Come le cose che ti rendono triste, ho pensato.

Io ho cassetti pieni di ricordi che mi rendono triste e bozze piene di roba triste che non apro mai perché, per l’appunto, mi rendono triste.

Eppure una volta ogni dieci anni riesco a liberarmi di qualcosa per cui non provo più niente. L’ultima volta ho buttato via 5 diari del liceo e 3 delle medie senza nemmeno guardarli, magari mi ricorderò solo le cose belle ora.

Così ho pensato che ormai potevi anche avermi fatto uscire dal cassetto e gettato via. Con un bel sorriso.

Le persone che non ci sono.

Quelle che,  dicono, “in fondo non se ne sono mai andate”, infatti è come se fossero sempre con te.

Riesci anche a sapere esattamente cosa ti avrebbero detto in alcune circostanze. Le parole che avrebbero usato, l’enfasi della voce.

Eppure, spesso, riesci comunque a non dargli retta.

ZUPPA DI VETRO

Prova a descrivere l’espressione sulla faccia di una bambina impertinente che scegliendo i pezzi da scatole diverse pensava di poter creare un capolavoro e invece i pezzi non combaciano,si boicottano a vicenda e il puzzle si autodistrugge.