•dicembre 27, 2011 • Lascia un commento

Per me Natale è solo quel giorno dove saprei sempre dove ritrovarti.

Le persone che non ci sono.

•novembre 7, 2011 • Lascia un commento

Quelle che, ti dicono, “in fondo non se ne sono mai andate”, infatti è come se fossero sempre con te.

Riesci anche a sapere esattamente cosa ti avrebbero detto in talune circostanze. Le parole che avrebbero usato, l’enfasi della voce.

 

Eppure, spesso, si riesce comunque a non dargli retta.

ZUPPA DI VETRO

•gennaio 26, 2009 • Lascia un commento

Prova a descrivere l’espressione sulla faccia di una bambina impertinente che scegliendo i pezzi da scatole diverse pensava di poter creare un capolavoro e invece i pezzi non combaciano,si boicottano a vicenda e il puzzle si autodistrugge.

Like a Suitcase of Hopes in the Head

•settembre 8, 2008 • Lascia un commento

Come una valigia piena di speranze dritta in testa,

si rovescia a terra lasciandomi stordita in mezzo a un mucchio di

date, costi, esperienze, conoscenze e requisiti

che mi paralizzano ancora.

 

Hai mai letto il Demian di Herman Hesse?

Diceva che se il mondo non aveva bisogno di  persone come lui,

se non aveva luoghi migliori in cui metterle,

compiti più elevati da affidare, beh,

allora la gente come lui si distruggeva così.

Giorno dopo giorno così. Che il mondo ne pagasse il prezzo.

Maybe It’s Not Too Late

•giugno 26, 2008 • Lascia un commento
mi lascio andare su un letto di fili di erba appuntiti come spilli,
mentre una voce torna a dirmi che non sono più sola.
gli stessi spilli si piegano prima di toccarmi,
senza più dolore.
gli spilli diventano onde
sono in apnea
un’apnea emotiva che mi protegge da tutto e da me stessa.
sommersa di attenzioni e un affetto
per cui lascio pure che il tutto riemerga dagli scarichi delle fogne
di quell’universo che avevo buttato via per la troppa paura.
e riempia quello vuoto assassino che mi stava cancellando.

I will not lose you to a world that doesn’t care
To the monsters that would have you.
Never surrender you, I always will be there
I will be there to wrap myself around you
I will not lose you to the dark or to the nights
To the terrible machine
Never let you lose your light

sulle sponde del fiume cucchiaio

•maggio 25, 2008 • Lascia un commento
quella notte guardando dall’alto di una finestra sulle sponde del fiume cucchiaio
avevo quasi pensato che potesse cominciare qualcosa di nuovo.
sulla strada il rumore del traffico si scontrava contro la calma di quella camera d’albergo.
mentre un fiume di parole scorreva tra di noi per finire
come le ceneri delle troppe sigarette fumate nell’insonnia.
inutili e sprecate.
nel vano tentativo di dare un’immagine di me più vera possibile.
mentre ogni notte da allora consumo stralci di passato.
se quando muori rivedi tutto il tuo passato posso
dire che oggi sto morendo per ridarmi vita
e spargo le mie ceneri al vento
perchè
adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca. dare un senso alla vita può condurre alla follia
ma una vita senza senso è una tortura dell’inquietudine e del vano desiderio
è una barca che anela al mare eppure lo teme..
 
 

Ovunque sei. Ci sei.

•dicembre 21, 2007 • Lascia un commento

anche oggi è solo un altro ieri.

come il solito sole che sorge anche se tu non ti alzi. anche se tu non ci sei.

il solito sguardo che pianto in faccia a chiunque, senza che ne crescano mai nè radici nè arbusto nè rami.

inutili tentativi di telepatia e lo sguardo perplesso di chi mi risponde.

tu non c’eri. non ci sei. non ci sarai mai.

che differenza fà dove sei? non ci sei.

eppure ci sei sempre.

come tutte le parole che mi sono sfuggite.

frasi dette a mezza bocca, farfugliate, ricoperte dal frastuono, da rumori improvvisi,

e non ce l’ho fatta, no, quella volta, a dire “scusa ma non ho capito”

e ora mi resta solo il vuoto nella testa una scena senza sonoro due labbra che si muovono in una lingua che non ho mai imparato a leggere.

ma in fondo che differenza fà? vivo lo stesso.

già. se mi tagli una mano, vivo lo stesso.

un braccio, una gamba e vivo lo stesso.

chiudimi la bocca,

toglimi un polmone o un rene, e vivo lo stesso.

ma in fondo quelle sono cose che ho sempre avuto,

trovate nel pacchetto tutto-incluso,

già, ma vuoi provare a sentire la mancanza di qualcosa che non hai mai avuto?

sono le cose che più mi mancano

come le parole che non ho capito.

pensa solo a quante persone vivono lo stesso senza di te.

come il solito sole che sorge anche se tu non ti alzi.

però assume un colore e una connotazione tutta diversa,

per chi si accorge di guardarlo tutti i giorni senza te.

go. go. smear the poison ivy.

•novembre 9, 2007 • Lascia un commento
prendere autobus solo per avere l’illusione di andare da qualche parte.però riflessa al finestrino mi sono vista sorridere, ricordandomi la tua voce.
questa ragazza ha delle doti. i miei occhi non sono mai stati verdi.

The beginning of the truth.

•ottobre 26, 2007 • Lascia un commento
L’uomo è una passione inutile.
Ha una paura così fottuta di se stesso che fugge la solitudine aggrappandosi alla prima mano che trova libera.
Prende una persona e comincia a disegnargli addosso il suo ideale di.
Finchè non si riesce nemmeno più a intravedere l’originale.
Ti ho visto. Vorrei che la smettessi.
Vorrei urlarti in faccia che non sono io. Non è lei. Non sei tu.
Ti distruggeresti. Ci distruggeremmo. Faremmo cose che non avremmo mai pensato di poter fare.
Perchè due solitudini non si completano. Non si salvano e non si fanno compagnia.
La mia mano sarà sempre chiusa, anche se, a volte, farà così male sentire le unghie che affondano nella carne.
Ma l’uomo è una passione così inutile.
che non ha nemmeno più le palle per cercare,
aspetta che sia qualcun altro a farlo per lui.
Ha perfino creato una serie di simboli, rituali e creature fantastiche a cui affidarsi,
solo per essere rassicurato su un futuro che conosce già.
Li ho studiati e smontati uno dopo l’altro.
Eppure, nonostante tutto, la mia mano aspetta ancora qualcuno che la apra.
 
 
 

The art of ruin things.

•ottobre 9, 2007 • Lascia un commento
un ritorno a casa che sa di latte avariato
 
scegli:
testa contro il muro
o
testa sotto il cuscino?
 
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